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Dordogna 30.000 – 19.000 anni fa:

1: Grotta di LASCAUX: 22.000 -18.000 anni fa, forse anche più antica.

Valle del fiume Vézère, 2 km a sud di Montignac. Perigord, Francia. Una delle grotte dipinte più famose al mondo. La grotta fu scoperta il 12 settembre 1940 e nel medesimo anno fu pubblicata una prima descrizione di Henri Breuil. Altre ricerche si susseguirono negli anni: 1949, 1952 – 1963, 1975, 1989 – 1999. Già nel 1948 la grotta fu aperta al pubblico e quindi pavimentata, fornita di luce elettrica e di una scala. Tuttavia la condensa causata da circa 1200 visitatori al giorno portò alla formazione di muffa e al danneggiamento delle pitture parietali. Per ovviare a questo problema e porre rimedio ai danni, nel 1963 la caverna fu chiusa al pubblico si installò un sistema di aria condizionata e si restaurarono i dipinti. Nonostante queste misure di sicurezza, l’infestazione del fungo, se pure fermata, è ancora presente. La grotta è costituita da un sistema di tunnel lungo 250 m, la cui parte superiore accoglie ben 1.900 opere d’arte del Paleolitico. A 20 metri dall’entrata della caverna, si accede alla „sala dei tori“ con le sue raffigurazioni impressionanti che raggiungono dimensioni di 5,2 m e rappresentano diversi animali: uri, cavalli selvatici, cervi e un orso. Da qui una biforcazione si dirige verso nord. Un altro tunnel, invece, si dirama in direzione ovest (diverticule axiale), dove si possono ammirare meravigliose raffigurazioni di bovini e cavalli fin sul soffitto (per vedere questi è necessaria un’impalcatura), così come di stambecchi e cervi. Accanto alle raffigurazioni animali si vedono anche punti e linee. Attraverso il cosiddetto „passaggio“ (le cui pitture non sono più riconoscibili) si raggiunge la cosiddetta „navata“ con i suoi gruppi di immagini e le sue figure geometriche e, più a nord, il “tunnel dei felini” (diverticule des Félins) do ve si può ammirare un gruppo di leoni inciso nella roccia. Un unicum del Paleolitico è la rappresentazione frontale di una testa di cavallo. Verso est, invece, si raggiunge la cosiddetta „abside“ con più di mille incisioni (che talvolta si sovrappongono a raffigurazioni d ianimali o simboli) e poi il „pozzo“ (Puits), in cui si può ammirare, scendendo verso il basso, l’enigmatica raffigurazione di un uomo con la testa di uccello e il pene eretto. Il personaggio viene gettato a terra da un bisonte, nel cui corpo è conficcata una lancia e le cui interiora fuoriescono dal ventre. A sinistra di questa immagine c’è un rinoceronte e sotto una specie di bastone con un uccello sulla punta. Segni astratti e punti, visibili anche nel „tunnel dei felini“, completano il quadro. Sotto il bisonte si vede poi un simbolo ricorrente au altre apreti rocciose, così come su alcune delle lance trovate e su una lampada ad olio scoperta nel “pozzo”. Dal 1983 più di 250.000 i visitatori si recano nella cosiddetta „Lascaux 2“, un’esatta copia della „sala die tori“ originale che dista ca. 200 dall‘originaleSeit 1983 besichtigen jährlich 250.000 Besucher nur ca. 200 Meter vom Original entfernt „Lascaux 2“, eine exakte Nachbildung des „Saals der Stiere e di un tunnel. Altre riproduzioni della grotta si trovano nel Museo di Arte Preistorica „Le Thot “ a Montignac. Inoltre per il 2016 è prevista l’apertura di un Centre International d’Art Pariétal – Lascaux IV , dove saranno esposte tutte le opere d’arte della grotta.

Grotta di Lascaux, cavallo. Dominio pubblico

Grotta di Lascaux, cavallo. Dominio pubblico

Grotta di Lascaux, uri, cavallo e cervi. Foto: Dominio pubblico.

Grotta di Lascaux, uri, cavallo e cervi. Foto: Dominio pubblico.

Grotta di Lascaux. Fonte: France-Atlas-des-grottes-ornées-paléolithiques-françaises-Ministère-de-la-culture-ISBN-2-11-080817-9 CC-BY-2.5

Grotta di Lascaux. Fonte: France-Atlas-des-grottes-ornées-paléolithiques-françaises-Ministère-de-la-culture-ISBN-2-11-080817-9 CC-BY-2.5

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Grotta di Lascaux, uro. Foto: Dominio pubblico. CC-PD-Mark

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Cervi che nuotano. Sulle corna del quarto cervo sono visibili sette sfere. Probabilmente queste rappresentano le fasi lunari dalla primavera all’autunno, quando i cervi attraversano il vicino fiume Vezere. Foto: Bernietaylor. CC-BY-SA-3.0

Wildpferde und Auerochse, LASCAUX Foto: Jack Versloot - originally posted to Flickr as Lascaux II. CC-BY-SA-2.0

Grotta di Lascaux. Cavalli e uro.
Foto: Jack Versloot – originally posted to Flickr as Lascaux II. CC-BY-2.0

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Grotta di Lascaux, uri. Foto: Peter80. CC-BY-SA-3.0

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Grotta di Lascaux. Megaloceros. Dominio pubblico

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Grotta di Lascaux. Bisonte ferito con lancia conficcata e uomo con testa di uccello. Foto: Peter80. CC-BY-SA-3.0

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http://www.lascaux.culture.fr/?lng=es#/fr/02_00.xml

http://www.bradshawfoundation.com/lascaux/index.php

http://www.hominides.com/html/lieux/grotte_lascaux.php

2: Grotte du Pech Merle – 25.000 – 13.000 anni fa,

Cabrerets, presso Cahors, regione Pirenei centrali, Francia. Numerose pitture parietali in grotte. Le pitture rupestri si trovano nella parte più interna della groota e sono state scoperte nel 1922 da alcuni scolari. Le più antiche risalgono a 20.000 anni fa. L’accesso odierno alla caverna è stato scavato nel 1923. La Frise noire: cavalli selvatici, mammut, bisonti. 20.000 – 16.000 anni fa. Le panneau des Chevaux ponctués: negativi di mani, bisonti, pesci e i celebri cavalli pezzati (nel 2011 è stato pubblicato uno studio che ha confermato l’esistenza di cavalli pezzati già in quell’epoca). Le Plafond des hiéroglyphes: un soffitto a volta lungo 40 metri con raffigurazioni di mammut e corpi femminili. Le panneau des Femmes-bisons: otto sagome femminili e bisonti stilizzati. Impronte di piedi di bambino che risalgono a 12.000 anni fa. „Uomo ferito” con testa a forma d’uccello e tre segni aliformi che si dipartono dal corpo. Una figura simile di “ferito” si trova, dipinta in colore nero, nella grotte de Cougnac.

 Grotta di Pech Merle, entrata. Fozo: Dominio pubblico

Grotta di Pech Merle, entrata. Foto: Dominio pubblico

Grotta di Pech-Merle, cavalli. Foto dominio pubblico

Grotta di Pech-Merle, cavalli pezzati. Foto dominio pubblico

Pech Merle, Foto: Dominio pubblico

Pech Merle, negativo di mano. Foto: Dominio pubblico

http://www.pechmerle.com/index.php http://www.hominides.com/html/lieux/grotte-pech-merle.php

3: Riparo Abri di Laussel – 25.000 anni fa,

Marquay, Dordogna, Francia. Sculture. „Venere di Laussel“ 44° 56′ 41″ N 1° 08′ 05″ E Il rilievo di pietra calcarea che misura un’altezza di 42 centimetri è stato scoperto nel riparo nel 1911. La figura femminile chiamata “Venere di Laussel”, con grandi seni e vulva, originariamente era dipinta con ocra rossa, nella mano destra tiene un corno con 13 incisioni. Secondo alcuni ricercatori, queste possono simboleggiare il numero di lune o il numero di cicli mestruali in un anno. La donna ha la mano sull’addome (o grembo) forse perché è incinta. Vi è una „Y“ sulla sua coscia e il suo volto è rivolto verso il corno. Il grosso blocco di roccia con la scultura si era staccato dal soffitto del riparo. Accanto ad esso giacevano altri quattro rilievi. Per facilitarne il trasporto, le cinque sculture sono state divise in lastre di 40-50 centimetri. Il rilievo con la cosiddetta “Venere di Berlino”(anche questa tiene nella mano un corno) è andato perduto durante la Seconda guerra mondiale e si può oggi ammirare soltanto grazie a riproduzioni.

donna con corno di bovino - Venere di Laussel - relievo originariamente dipinto con ocra rossa su una stele davanti al Riparo Laussel, Francia. 28.000 - 25.000 anni fa. foto sabina marineo

donna con corno di bovino – Venere di Laussel – relievo originariamente dipinto con ocra rossa su una stele davanti al Riparo Laussel, Francia. 28.000 – 25.000 anni fa. foto sabina marineo

donna con corno di bovino - Venere di Laussel - relievo originariamente dipinto con ocra rossa su una stele davanti al Riparo Laussel, Francia. 28.000 - 25.000 anni fa. foto sabina marineo

donna con corno di bovino – Venere di Laussel – relievo originariamente dipinto con ocra rossa su una stele davanti al Riparo Laussel, Francia. 28.000 – 25.000 anni fa. foto sabina marineo

Seconda

Seconda „Venere di Laussel“ perduta durante la Seconda guerra mondiale. Replica del Museo di Preistoria e Protostoria di Berlino. Foto: Einsamer-Schütze-Eigenes-Werk CC-BY-SA-3.0

http://www.musee-aquitaine-bordeaux.fr/en/laussel-venus http://www.hominides.com/html/lieux/abri-laussel.php

4: Grotta di Villars – 18.000 – 17.000 anni fa,

Villars, Dipartimento Dordogna, Francia. Pitture parietali e incisioni in grotta. 45° 26′ 32″ Nord 0° 47′ 05″ Est  Le pitture sono state scoperte nel 1957. Due anni dopo è stata aperta al pubblico una parte della grotta che abbraccia ben 600 metri quadrati. Si tratta di tre sale comunicanti. Il sistema complessivo della caverna è lungo 13 chilometri. Nella „sala delle candele“ ci sono diversi punti e linee, così come un bisonte, un uro e una testa di cavallo. Da qui si accede alla „sala dei dipinti“, nella quale si trova la maggior parte delle pitture. Tra queste: il „petit cheval bleu“ (piccolo cavallo blu), il „fresque de chevaux“ (l’affresco dei cavalli) e „l’homme et le bison“(l’uomo e il bisonte). Ci sono complessivamente 30 raffigurazioni di colore nero prodotte con ossido di manganese e grasso animale che, a causa della sedimentazione di calcare, si sono conservate e sono diventate bluastre. Nella grotta di Villars non si sono verificati die problemi di infestazioni da fungo. Oltre alle raffigurazioni animali, si possono ammirare anche schematiche figure femminili, simboli come bastoni, croci, punti, ecc.. Particolarmente interessante é la rappresentazione di un uomo attaccato da un bisonte, così come quella di cavalli selvatici, uri, bisonti, stambecchi e la testa di un cervo.

Grotte de Villars, entrata vecchia. Foto: Mj.galais CC-BY-SA-3.0

Grotta di Villars, entrata vecchia. Foto: Mj.galais CC-BY-SA-3.0

Grotta di Villars. Foto: Rudolf-Pohl-CC-BY-SA-3.0

Grotta di Villars. Foto: Rudolf-Pohl-CC-BY-SA-3.0

http://www.hominides.com/html/lieux/grotte-de-villars.php

5: Roc de Saint-Cirq – Grotte du Sorcier, Perigord: 17.000 – 19.000 anni fa,

Saint-Cirq, sulla riva destra del Vézère, tra Les Eyzies e Le Bugue, Dipartimento Dordogna, Francia. Incisioni in grotta. La grotta Roc de Saint-Cirq è detta anche la Grotta dello sciamano (Sorcier). Le sue incisioni sono state scoperte nel 1952 entdeckt e sono in tutto 15: segni astratti, cavalli selvatici, bisonti, uno stambecco. È stata trovata anche una statuetta che rappresenta una tartaruga. Tra le raffigurazioni umane, spicca il sopracitato sciamano che ha dato il nome alla caverna. Questi è accompagnato da due altri profili umani, simboli triangolari, un cavallo selvatico, un bisonte e uno stambecco che si trova sul soffitto della caverna e nel punto più interno della grotta.

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Grotta di Sorcier. Foto. Sémhur CC-BY-SA-4.0-3.0-2.5-2.0-1.0

Grotta di Sorcier,

Grotta di Sorcier, lo sciamano. Dominio pubblico

http://www.hominides.com/html/lieux/grotte-du-sorcier-saint-cirq.php

6: Grotta di Bara-Bahau – 18.000 – 15.000 anni fa,

Le Bugue, Dipartimento Dordogna, Incisioni in grotta. 44° 55′ 27″ Nord 0° 55′ 19″ Est Le incisioni furono scoperte nel 1951 e si trovano nell’ambito più interno della grotta. Furono scoperte complessivamente 26 raffigurazioni di un unico fregio ornamentale: 16 rappresentazioni d animali ( cavalli selvatici, bisonti, uri, un orso, uno stambecco, una renna), 6 simboli, 1 negativo dell’impronta di una mano e 1 fallo. La grotta è aperta al pubblico ed è visitata da più di 10.000 persone all’anno.

http://www.hominides.com/html/lieux/grotte-bara-bahau.php

7: Grotta di Rouffignac – ca. 14.000 anni fa,

Rouffignac-Saint-Cernin-de-Reilhac, Dipartimento Dordogna, Francia. Petroglifi in grotta. 45° 00′ 31″ Nord 0° 59′ 16″ Est  Nonostante la grotta fosse nota già da tempo, le incisioni furono scoperte e pubblicate soltanto nel 1956. Al momento, oltre a 4 raffigurazioni umane, si sono scoperte ben 224 rappresentazioni di animali: 158 mammut, 28 bisonti, 15 cavalli, 12 stambecchi, 10 rinoceronti e un orso. In tale contesto appaiono 23 simboli, molte impronte di dita e meandri su una superficie di ben 500 metri quadrati. 50 di queste tracce sono opera di bambini, 46 di esse di bambini tenuti in braccio dai genitori (a causa dell’altezza). Alcuni di questi bambini erano molto piccoli, si è identificata l’impronta di una  bambina di 2 anni, un bambino di 2-3 anni e una bambina di ca. 6 anni. Nel 1959 la grotta è stata aperta al pubblico (550 persone al giorno). I visitatori possono percorrere la grotta per mezzo di un trenino elettrico. Dal 1 aprile al 1 novembre questo mezzo di trasporto percorre 2 degli 8 chilometri della caverna.

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Grotta di Rouffignac. Foto: Sémhur CC-BY-SA-4.0-3.0-2.5-2.0-1.0

Grotta di Rouffignac. Foto: Sharpe-Van-Gelder-CC-BY-2.5

Grotta di Rouffignac, impronte di dita e meandri. Foto: Sharpe-Van-Gelder-CC-BY-2.5

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Grotta di Rouffignac. Rinoceronte. Foto: Breuil.

http://www.grottederouffignac.fr/index.php/guided-tour

http://www.hominides.com/html/lieux/grotte-de-rouffignac.php

8: Cougnac – 25.000 bis 14.000 anni fa,

Payrignac, Gourdon, Dipartimento di Lot, Pirenei centrali, Francia. Pitture parietali in grotta. Le grotte di Cougnac sono state scoperte fra 1949 e il 1952. In una di queste caverne si trovano le seguenti raffigurazioni: cervi giganti, stambecchi, mammut, figure umane (tra cui le immagini di due uomini feriti). Complessivamente si tratta di 60 rappresentazioni di animali, 50 impronte di mani e 3 raffigurazioni di uomini. Datazioni dirette su resti di carbone da disegno hanno stabilito che le raffigurazioni animale risalgono a 25.000 anni fa. Altre pitture risalgono invece a 14.000 anni fa. Dal 1954 la grotta è aperta al pubblico e può essere visitata dall’inizio di aprile alla fine di ottobre.

Groota di Cougnac. Foto: Arvey CC-BY-SA-2.5

Grotta di Cougnac. Foto: Arvey CC-BY-SA-2.5

http://www.hominides.com/html/lieux/grotte-de-cougnac.php

9: Riparo Abri di Cro-Magnon – 27.680 anni fa,

Eyzies-de-Tayac, Dordogna, Périgord, Francia. Sito di ritrovamento del famoso Uomo di Cro-Magnon. Durante degli scavi effettuati nel 1868, il geologo francese Louis scoprì cinque scheletri che risalivano a ca. 30.000 anni fa: tre uomini, una donna e un neonato. Il termine Cro-Magnon è diventato da allora sinonimo di Homo sapiens dell’Era glaciale.

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Riparo di Cro-Magnon. Foto 120 CC-BY-SA-3.0

Cromagnon. Dominio pubblico

Cromagnon. Ricostruzione di una donna (Neanderthal Museum, a Mettmann presso Düsseldorf) e disegni di crani della specie Cromagnon, uno femminile in centro e uno maschile a destra. Dominio pubblico

http://www.hominides.com/html/lieux/cro-magnon-abri.php http://eyzies.monuments-nationaux.fr/en/

10: Riparo Abri Pataud – 35.000 – 20.000 anni fa,

Eyzies-de-Tayac, Dordogna, Périgord, Francia. Incisioni rupestri, rilievi, ritrovamenti di scheletri. 44° 56′ 13″ Nord 1° 00′ 46″ Est  Sulla volta del soffitto del secondo riparo c’è un rilievo di stambecco. INel primo riparo, invece, si trova una sagoma femminile incisa sulla roccia. Nella parte più interna del riparo è venuto alla luce lo scheletro di una donna sedicenne che misurava 1,60 m di altezza insieme con i resti del suo neonato. Accanto ai due c’era una collana con perle e denti forati. Altro reperto interessante è stato un cuneo realizzato ca. 100.000 anni fa da un individuo della specie uomo di Neanderthal e poi riutilizzato dal Cro-Magnon.