Storia...Controstoria

Informazione è: conoscere i due volti della storia

home2020-01-08T20:12:27+01:00

L’autoritratto del Giorgione

L’architetto e pittore Giorgio Vasari scrisse nella sua opera “Vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architettori”: Ne’ medesimi tempi che Fiorenza acquistava tanta fama per l’opere di Lionardo, arrecò non piccolo ornamento a Vinezia la virtù et eccellenza di un suo cittadino, il quale di gran lunga passò i Bellini, da loro tenuti in tanto pregio, e qualunque altro fino a quel tempo avesse in quella città dipinto. Questi fu Giorgio che in Castel Franco, in sul trevisano, nacque l’anno 1478, essendo doge Giovan Mozenigo, fratel del doge Piero: dalle fattezze della persona e da la grandezza de l’animo, chiamato poi col tempo Giorgione. […]

Natale e Natività di Caravaggio

I vocaboli “Natale” e “Natività” hanno la medesima radice. Si riferiscono entrambi alla nascita più illustre della storia, quella di Gesù Cristo. Una nascita così importante, da cambiare il concetto religioso e teologico di antiche civiltà. La sua eco è tutt’oggi il fondamento etico di numerose culture nel mondo occidentale e orientale. Una natività importante eppure scarsamente documentata, così come anche la vita di Gesù, di cui meno si sa che della vita di Giulio Cesare o di Socrate. Il personaggio Gesù Cristo rimane sospeso tra storia e leggenda. Anche il suo messaggio originario, adattato dall’apostolo Paolo di Tarso e in seguito manipolato dalla Chiesa Cattolica, è destinato a restare un mistero. Come un palinsesto, il cui testo originario sia stato cancellato e poi sostituito. Solo che in questo caso anche un tentativo di lettura alla luce di raggi ultravioletti non fornisce altro che un gigantesco punto interrogativo. […]

Venezia come l’Adagio di Albinoni

Non avrei mai pensato di dover scrivere queste righe, quando vivevo a Venezia. Era ancora una città normale. Se così si può dire, perché Venezia non è una città come tutte le altre. È un miracolo d’ingegneria antica e della grande forza di volontà di quegli antenati caparbi e lavoratori che l’hanno fatta sorgere dalle acque, dalle velme della laguna, dal fango della palude, dalle tante isolette sparse in quel lembo di mare dall’azzurro verdastro. Però, quando io ci sono nata, Venezia viveva e respirava una sorta di normalità quotidiana tipica di ogni città. Ci si svegliava, la mattina, sentendo le voci della gente oltre le imposte socchiuse, dei veneziani affaccendati che parlavano a voce alta nella corte e nelle calli perché si sentivano tranquilli, sicuri, padroni del loro habitat a misura d’uomo, dove si arrivava ovunque a piedi, dove le distanze sono sempre “cinque minuti”. […]

La vera identità di Sherlock Holmes

  Umberto Eco gli ha reso onore nel suo romanzo forse più bello: Il nome della rosa. Il perspicace Guglielmo da Baskerville e il giovanissimo allievo Adso da Melk, che lo affianca nella grande avventura sullo sfondo di una labirintica biblioteca abbaziale e una serie di monaci assassinati, altri non sono che un omaggio al detective londinese Sherlock Holmes e al suo inseparabile aiutante, il dottor John Watson. […]

La grotta di Chauvet, bella e impossibile. Eppure le datazioni dicono: 36.000 anni fa

Ci sono tornata. La tentazione era troppo forte. La grotta di Chauvet attira gli appassionati come la luce le falene. È perfetta e al contempo misteriosa. È bella e impossibile, perché lo stile delle pitture, dei disegni e delle incisioni parietali si presenta incredibilmente moderno, tanto attuale da aver fatto pensare dapprima agli studiosi che si trattasse di un’evoluzione artistica più “recente”. Si collocarono le opere di Chauvet nel Magdaleniano (ca. 18.000- 11.000 B.P.) ipotizzando uno sviluppo seguito all’arte della grotta di Lascaux. Oggi, grazie alle tante datazioni estremamente accurate, sappiamo che i maestri dell’Età della Pietra hanno operato nella grotta 36.000 anni or sono. Davvero nella notte dei tempi. […]

L’epoca dei giganti. Evoluzione e statura umana

  Il tempo dell’Homo erectus fu anche l’epoca mitica dei giganti? Fra questi ominini che popolarono la terra sin dal Pleistocene – vale a dire a partire da circa due milioni di anni fa – e da cui discendono le tre specie più “recenti” Neanderthal, Denisova e Sapiens, c’erano molti individui di statura eccezionalmente alta. In alcuni casi raggiungevano i due metri. Erano creature dalla forza incredibile, con una prestanza fisica che avrebbe superato quella dei nostri atleti di oggi. Furono gli inventori della bifacciale, un utensile litico molto efficace, dato che venne utilizzato per centinaia di migliaia di anni. Il loro cervello poteva raggiungere i 1200 cm cubi ed erano in grado di costruire abitazioni, officine di lavoro all’aria aperta, lance da caccia dalla forma perfetta e, soprattutto, di controllare il fuoco. […]

Venere di Laussel. Ritratto di signora con corno

  C’è una grande differenza tra vedere un reperto archeologico in fotografia e poterlo ammirare dal vivo. Anche se protetto da una vetrina di vetro blindato. Anche se in un museo frequentato da molti visitatori, da gruppi scolastici che riempiono le sale di voci, risate, rumori. E quale sarebbe, allora, la nostra impressione se potessimo utilizzare una macchina del tempo e tornare indietro in quei paesaggi del Paleolitico Superiore? Se potessimo vedere, per esempio, la Venere di Laussel così com’era originariamente, scolpita su una parete rocciosa della Dordogna? Oggi il bassorilievo si trova nel Museo Archeologico d’Aquitania, a Bordeaux. Un tempo si trovava in aperta campagna, nella valle del fiume Grand Beune. […]

Se i ciottoli raccontano. La Dea Uccello sulle terrazze del Mincio

Quest’articolo è dedicato alle scoperte dello studioso Bruno Breveglieri che, ormai da diversi decenni, svolge interessanti e intense ricerche sulle terrazze del fiume Mincio, in Lombardia. Ha raccolto ciottoli antichissimi solcati da enigmatiche incisioni. Bruno Breveglieri nel suo studio. Questi segni sono da lui interpretati come raffigurazioni animali e umane, divinità perdute, elementi di vita quotidiana e segni astratti, talvolta anche molto difficili da riconoscere al primo sguardo. Vi identifica dei mitogrammi che raccontano leggende sacre dell’Età della Pietra. E le pietre raccolte e pazientemente esaminate dallo studioso sono davvero tante. Le incisioni di un ciottolo in particolare sono da lui interpretate come le immagini di una divinità preistorica che Breveglieri definisce Dea Uccello. […]

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