Storia...Controstoria

Informazione è: conoscere i due volti della storia

home2020-01-08T20:12:27+01:00

La peste a Venezia. Quella croce bianca di gesso

La peste era una piaga ricorrente nell’antica Repubblica di Venezia. Nei secoli passati la città lagunare fu colpita più volte da epidemie di peste, sia minori che di grande portata. Un fantasma temibile, una catastrofe cronica che, a partire dal III secolo a.C., sconvolse il mondo intero. Quando il medico francese Paul-Louis Simond scoprì l’importanza della pulce come agente eziologico e quella del topo come ospite ideale del bacillo e la trasmissione dal ratto all’uomo, scrisse: “Il 2 giugno 1898 provai un’emozione inesprimibile all’idea di essere in procinto di svelare un segreto che aveva angosciato l’umanità sin dall’apparizione della peste nel mondo”. […]

Venezia in festa nel Rinascimento. Compagnie della Calza e fasti del Carnevale

In un ducato come la Repubblica di Venezia, tutto immerso nel periodo d’oro del suo splendore rinascimentale, quando le opere di pittori come Giorgione di Castelfranco e Tiziano Vecellio andavano a ruba e i potenti d’Europa facevano a gara per impossessarsene se pure a caro prezzo, quando le navi dei patrizi solcavano i mari dal Levante alle Fiandre assicurando alla città cospicui proventi commerciali, l’esibizione di ricchezza era d’obbligo. Rientrava nell’ottica della Signoria che intendeva dimostrare al mondo intero, senza ombra di dubbio, la potenza della Serenissima. E quale occasione migliore se non la celebrazione delle feste cittadine? […]

L’autoritratto del Giorgione

L’architetto e pittore Giorgio Vasari scrisse nella sua opera “Vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architettori”: Ne’ medesimi tempi che Fiorenza acquistava tanta fama per l’opere di Lionardo, arrecò non piccolo ornamento a Vinezia la virtù et eccellenza di un suo cittadino, il quale di gran lunga passò i Bellini, da loro tenuti in tanto pregio, e qualunque altro fino a quel tempo avesse in quella città dipinto. Questi fu Giorgio che in Castel Franco, in sul trevisano, nacque l’anno 1478, essendo doge Giovan Mozenigo, fratel del doge Piero: dalle fattezze della persona e da la grandezza de l’animo, chiamato poi col tempo Giorgione. […]

Natale e Natività di Caravaggio

I vocaboli “Natale” e “Natività” hanno la medesima radice. Si riferiscono entrambi alla nascita più illustre della storia, quella di Gesù Cristo. Una nascita così importante, da cambiare il concetto religioso e teologico di antiche civiltà. La sua eco è tutt’oggi il fondamento etico di numerose culture nel mondo occidentale e orientale. Una natività importante eppure scarsamente documentata, così come anche la vita di Gesù, di cui meno si sa che della vita di Giulio Cesare o di Socrate. Il personaggio Gesù Cristo rimane sospeso tra storia e leggenda. Anche il suo messaggio originario, adattato dall’apostolo Paolo di Tarso e in seguito manipolato dalla Chiesa Cattolica, è destinato a restare un mistero. Come un palinsesto, il cui testo originario sia stato cancellato e poi sostituito. Solo che in questo caso anche un tentativo di lettura alla luce di raggi ultravioletti non fornisce altro che un gigantesco punto interrogativo. […]

Venezia come l’Adagio di Albinoni

Non avrei mai pensato di dover scrivere queste righe, quando vivevo a Venezia. Era ancora una città normale. Se così si può dire, perché Venezia non è una città come tutte le altre. È un miracolo d’ingegneria antica e della grande forza di volontà di quegli antenati caparbi e lavoratori che l’hanno fatta sorgere dalle acque, dalle velme della laguna, dal fango della palude, dalle tante isolette sparse in quel lembo di mare dall’azzurro verdastro. Però, quando io ci sono nata, Venezia viveva e respirava una sorta di normalità quotidiana tipica di ogni città. Ci si svegliava, la mattina, sentendo le voci della gente oltre le imposte socchiuse, dei veneziani affaccendati che parlavano a voce alta nella corte e nelle calli perché si sentivano tranquilli, sicuri, padroni del loro habitat a misura d’uomo, dove si arrivava ovunque a piedi, dove le distanze sono sempre “cinque minuti”. […]