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Informazione è: conoscere i due volti della storia

home2020-01-08T20:12:27+01:00

Giovanna d’Arco tra guerra e altari

© Basta citarla e già si dischiude una porta su un nugolo di interrogativi irrisolti. Digitiamo il suo nome su Google e ci accorgiamo che la Rete pullula di sue immagini. Dipinti, statue, foto prese dai film. Eppure il volto di questa ragazza non lo conosciamo affatto. Non esistono suoi ritratti. Però la storia di Giovanna d’Arco affascina, molti artisti si sono divertiti ad immaginarla. Poi ci accorgiamo che, di regola, le raffigurazioni sono di due generi. Il primo tipo rappresenta una pastorella orante tra pecore e caprette nella campagna della Lorena. Il suo viso è ancora tondo, morbido come quello dei bambini, pallido come quello dei santi. Il secondo genere rappresenta una ragazza in armatura, ritta in sella ad un destriero. Invece della spada, Giovanna stringe nel pugno il suo gonfalone sacro. Entrambe le raffigurazioni sono idealizzate. Mitemi intoccabili della narrazione sacra. […]

La peste a Venezia. Quella croce bianca di gesso

La peste era una piaga ricorrente nell’antica Repubblica di Venezia. Nei secoli passati la città lagunare fu colpita più volte da epidemie di peste, sia minori che di grande portata. Un fantasma temibile, una catastrofe cronica che, a partire dal III secolo a.C., sconvolse il mondo intero. Quando il medico francese Paul-Louis Simond scoprì l’importanza della pulce come agente eziologico e quella del topo come ospite ideale del bacillo e la trasmissione dal ratto all’uomo, scrisse: “Il 2 giugno 1898 provai un’emozione inesprimibile all’idea di essere in procinto di svelare un segreto che aveva angosciato l’umanità sin dall’apparizione della peste nel mondo”. […]

Venezia in festa nel Rinascimento. Compagnie della Calza e fasti del Carnevale

In un ducato come la Repubblica di Venezia, tutto immerso nel periodo d’oro del suo splendore rinascimentale, quando le opere di pittori come Giorgione di Castelfranco e Tiziano Vecellio andavano a ruba e i potenti d’Europa facevano a gara per impossessarsene se pure a caro prezzo, quando le navi dei patrizi solcavano i mari dal Levante alle Fiandre assicurando alla città cospicui proventi commerciali, l’esibizione di ricchezza era d’obbligo. Rientrava nell’ottica della Signoria che intendeva dimostrare al mondo intero, senza ombra di dubbio, la potenza della Serenissima. E quale occasione migliore se non la celebrazione delle feste cittadine? […]

L’autoritratto del Giorgione

L’architetto e pittore Giorgio Vasari scrisse nella sua opera “Vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architettori”: Ne’ medesimi tempi che Fiorenza acquistava tanta fama per l’opere di Lionardo, arrecò non piccolo ornamento a Vinezia la virtù et eccellenza di un suo cittadino, il quale di gran lunga passò i Bellini, da loro tenuti in tanto pregio, e qualunque altro fino a quel tempo avesse in quella città dipinto. Questi fu Giorgio che in Castel Franco, in sul trevisano, nacque l’anno 1478, essendo doge Giovan Mozenigo, fratel del doge Piero: dalle fattezze della persona e da la grandezza de l’animo, chiamato poi col tempo Giorgione. […]

Natale e Natività di Caravaggio

I vocaboli “Natale” e “Natività” hanno la medesima radice. Si riferiscono entrambi alla nascita più illustre della storia, quella di Gesù Cristo. Una nascita così importante, da cambiare il concetto religioso e teologico di antiche civiltà. La sua eco è tutt’oggi il fondamento etico di numerose culture nel mondo occidentale e orientale. Una natività importante eppure scarsamente documentata, così come anche la vita di Gesù, di cui meno si sa che della vita di Giulio Cesare o di Socrate. Il personaggio Gesù Cristo rimane sospeso tra storia e leggenda. Anche il suo messaggio originario, adattato dall’apostolo Paolo di Tarso e in seguito manipolato dalla Chiesa Cattolica, è destinato a restare un mistero. Come un palinsesto, il cui testo originario sia stato cancellato e poi sostituito. Solo che in questo caso anche un tentativo di lettura alla luce di raggi ultravioletti non fornisce altro che un gigantesco punto interrogativo. […]

La vera identità di Sherlock Holmes

  Umberto Eco gli ha reso onore nel suo romanzo forse più bello: Il nome della rosa. Il perspicace Guglielmo da Baskerville e il giovanissimo allievo Adso da Melk, che lo affianca nella grande avventura sullo sfondo di una labirintica biblioteca abbaziale e una serie di monaci assassinati, altri non sono che un omaggio al detective londinese Sherlock Holmes e al suo inseparabile aiutante, il dottor John Watson. […]

La grotta di Chauvet, bella e impossibile. Eppure le datazioni dicono: 36.000 anni fa

Ci sono tornata. La tentazione era troppo forte. La grotta di Chauvet attira gli appassionati come la luce le falene. È perfetta e al contempo misteriosa. È bella e impossibile, perché lo stile delle pitture, dei disegni e delle incisioni parietali si presenta incredibilmente moderno, tanto attuale da aver fatto pensare dapprima agli studiosi che si trattasse di un’evoluzione artistica più “recente”. Si collocarono le opere di Chauvet nel Magdaleniano (ca. 18.000- 11.000 B.P.) ipotizzando uno sviluppo seguito all’arte della grotta di Lascaux. Oggi, grazie alle tante datazioni estremamente accurate, sappiamo che i maestri dell’Età della Pietra hanno operato nella grotta 36.000 anni or sono. Davvero nella notte dei tempi. […]

L’epoca dei giganti. Evoluzione e statura umana

  Il tempo dell’Homo erectus fu anche l’epoca mitica dei giganti? Fra questi ominini che popolarono la terra sin dal Pleistocene – vale a dire a partire da circa due milioni di anni fa – e da cui discendono le tre specie più “recenti” Neanderthal, Denisova e Sapiens, c’erano molti individui di statura eccezionalmente alta. In alcuni casi raggiungevano i due metri. Erano creature dalla forza incredibile, con una prestanza fisica che avrebbe superato quella dei nostri atleti di oggi. Furono gli inventori della bifacciale, un utensile litico molto efficace, dato che venne utilizzato per centinaia di migliaia di anni. Il loro cervello poteva raggiungere i 1200 cm cubi ed erano in grado di costruire abitazioni, officine di lavoro all’aria aperta, lance da caccia dalla forma perfetta e, soprattutto, di controllare il fuoco. […]

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