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18 Uomini dell’Era glaciale. Siti archeologici dell’Homo sapiens in Europa – Russia

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Kostenki 35.000 anni fa e 28.000 – 20.000 anni fa,

sulle rive del Don, ca. 40km a sud von Voronesz, Russia, Russia. Scheletro intatto di Homo sapiens. “Veneri”.Gli scavi archeologici in questa zona son iniziati già nel 1879 (Polyakov) e sono venuti alla luce ben cinque fasi di occupazione. Il giacimento di Kostenki/Borshevo è costituito da più di 20 siti, tutti datati nel Paleolitico: un luogo di insediamento con abitazioni di ossa di mammut, moltissimi reperti litici e di osso, così come “Veneri”. Denti di uomini anatomicamente moderni con una datazione di 35.000 anni fa. Sepoltura del sito Kostenki 14 – Markina Gora: qui è stato trovato, nel 1954, un intero scheletro di Homo Sapiens molto ben conservato che risale a 34.000 anni fa. Un osso umano – Kostenki I – è stato datato a 32.600±1100 anni fa. Secondo un articolo della rivista Science-Magazine del gennaio 2007, scritto dal professor Anikovich (Russian Academy of Sciences) et alii, le datazioni più antiche riguardo un possibile insediamento di Homo sapiens nel territorio del Don indicano un periodo da 45.000 a 42.000 anni fa. Negli strati di insediamento sono stati trovati: ossa, artefatti di osso e avorio, fossili di conchiglia trasportati in situ da una distanza di più di 500 chilometri.

statuetta di donna, Kostenki, Russia. 22.000 anni fa. foto - sabina marineo

statuetta di donna, Kostenki, Russia. 22.000 anni fa. foto – sabina marineo

statuette di donna, Kostenki, Russia. 30.000-25.000 anni fa. foto sabina marineo

statuette di donna, Kostenki, Russia. 30.000-25.000 anni fa. foto sabina marineo

statuetta di donna, Kostenki, Russia. 30.000-25.000 anni fa. foto sabina marineo

statuetta di donna, Kostenki, Russia. 30.000-25.000 anni fa. foto sabina marineo

statuetta di donna, Kostenki, Russia. 30.000-25.000 anni fa. foto sabina marineo

statuetta di donna, Kostenki, Russia. 30.000-25.000 anni fa. foto sabina marineo

statuetta di donna, Kostenki, Russia. 30.000-25.000 anni fa. foto sabina marineo

statuetta di donna, Kostenki, Russia. 30.000-25.000 anni fa. foto sabina marineo

statuetta di donna, Kostenki, Russia. 22.000 anni fa. Statuette di donne. foto - sabina marineo

statuetta di donna, Kostenki, Russia. 22.000 anni fa. Statuette di donne. foto – sabina marineo

statuetta di donna, Kostenki, Russia. 30.000-25.000 anni fa. foto sabina marineo

statuetta di donna, Kostenki, Russia. 30.000-25.000 anni fa. foto sabina marineo

statuetta di donna, Kostenki, Russia. 30.000-25.000 anni fa. foto sabina marineo

statuetta di donna, Kostenki, Russia. 30.000-25.000 anni fa. foto sabina marineo

statuetta di donna, Kostenki, Russia. 30.000-25.000 anni fa. foto sabina marineo

statuetta di donna, Kostenki, Russia. 30.000-25.000 anni fa. foto sabina marineo

statuetta di donna, Kostenki, Russia. 30.000-25.000 anni fa. foto sabina marineo

statuetta di donna, Kostenki, Russia. 30.000-25.000 anni fa. foto sabina marineo

mammut, Kostenki. Russia. 32.000 anni fa. foto - sabina marineo

mammut, Kostenki. Russia. 32.000 anni fa. foto – sabina marineo

mammut, Kostenki. Russia. 32.000 anni fa. foto - sabina marineo

mammut, Kostenki. Russia. 32.000 anni fa. foto – sabina marineo

Vedi l’articolo: Il DNA dei primi Europei. L’uomo di Kostenki

http://www.sciencemag.org/content/315/5809/223.abstract http://www.aggsbach.de/2012/04/the-kostenki-gravettian/

http://paleo.revues.org/599 Il DNA dei primi Europei. L’uomo di Kostenki

Avdeevo – 21.000 – 20.000 anni fa,

presso Kursk, a 200km da Kostenki, Russia. Abitazioni e “Veneri”. Scavi archeologici a partire 1946 -1949 e poi nel 1972. Le affinità evidenti dei reperti con quelli di Kostenki indicano uno stretto collegamento fra i due insediamenti preistorici. Entrambi i siti furono abitati da 21.000 a 20.000 anni fa e presentano i medesimi utensili di pietra e osso, così come gli stessi oggetti ornamentali e abitazioni. Le dimensioni delle “Veneri“ di Avdeevo vanno da 2,7 cm a 21,5 cm e sono state ricavate per la maggior parte dall’avorio di mammut. http://donsmaps.com/ukrainevenus.html http://www.visual-arts-cork.com/prehistoric/avdeevo-venuses.htm

Gagarino – 21.000 – 20.000 anni fa,

a nord di Kostienki, Russia. Abitazioni e “Veneri”. Durante il periodo di scavo dal 1926 al 1929 venne alla luce una fossa di abitazione ovale con una lunghezza di 5,5 metri e una larghezza di 4,5 metri. La pavimentazione si trovava a 0,4 – 0,6 metri di profondità sotto il terreno. Le pareti della fossa erano rivestite di ossa di rinoceronte e mammut, così come di zanne di mammut e lastre di arenaria. Sono stati portati alla luce moltissimi utensili litici, artefatti di osso, e otto “Veneri”. Il giacimento risale a 22.000 anni fa.

statuette di donna, Gagarino, Russia. 30.000 - 21.000 anni fa. foto - sabina marineo

statuette di donna, Gagarino, Russia. 30.000 – 21.000 anni fa. foto – sabina marineo

http://www.aggsbach.de/2012/05/the-gagarino-venus/

Zaraysk – 22.000 – 16.000 anni fa,

valle settentrionale del Danubio, 160 km a sud-est di Mosca, Russia. “Veneri” e bisonte. Nel 2008 sono state scoperte in questo sito, insieme a utensili di osso, anche delle “Veneri”. Ma fu soprattutto una figurina di bisonte d’avorio a riscuotere l’attenzione di pubblico e artisti.

http://donsmaps.com/zaraysk.html

http://archive.archaeology.org/0901/topten/iceage_figurines.html

Sunghir – 30.000 – 23.000 anni fa,

giacimento situato in periferia di Vladimir, 150 km a est di Mosca, Russia. Ricche sepolture del Gravettiano.In una cava di argilla situata in periferia della città di Vladimir furono scoperti nel 1955 ossa fossilizzate. Dopo che, nel 1956, vennero alla luce altri reperti grazie al lavoro di N. O. Bader, furono iniziati gli scavi archeologici. Nel 1964 si scoprì una sepoltura. La sepoltura chiamata Sunghir 1 si trovava al di sotto della tomba di una donna (frammento di cranio) chiamata Sunghir 5 e in condizioni di grande deperimento. La sepoltura Sunghir 1, invece, ospitava un uomo di 45 – 50 anni riccamente deposto ed era in ottime condizioni. Datazione calibrata: 28.000 und 30.000 anni fa (Gravettiano). Il morto era in posizione supina adagiato su uno spesso strato di sabbia dallo spessore di 50 centimetri, con mani incrociate sul grembo, testa orientata verso il nord-est. La tomba era stata cosparsa di carbone di legna ed ematite rossa, mentre l’intero complesso funerario era stato sigillato con uno strato di ematite di 3 centimetri di spessore. Il defunto presentava abiti riccamente ornati. La testa, il petto, le braccia e le gambe erano coperte da fili con più di 3.000 perle d’avorio che, originariamente, dovevano essere stati cuciti sui suoi abiti di pelle. A polsi e avambracci portava 20 bracciali di avorio di mammut. Sul suo petto giaceva un pendente forato. Probabilmente, a giudicare dalla disposizione dei fili di perle, l’uomo indossava una giacca di cuoio e pelliccia, dei pantaloni e dei mocassini. I tre fili di perle sulla testa fanno pensare a un copricapo. La sepoltura della donna, che si trovava immediatamente sopra quella dell’uomo, e il fatto che il cranio femminile fosse rivolto verso la tomba maschile sottostante, molto probabilmente non sono un caso ma fanno parte del rituale funerario. Nel 1969, a 3 metri di distanza da questa tomba, venne alla luce una sepoltura doppia che è chiamata Sunghir 2 + 3. Anche sopra questa tomba se ne trovava un’altra, quella chiamata Sungir 6 nella quale si sono trovati i resti di uno scheletro deteriorato di adulto (probabilmente una donna) con pendenti di pietra, denti di volpe polare forati, decine di perle d’avorio, un anello di avorio e una punta di lancia di quarzo. Questa sepoltura si trovava in una profondità di circa 4 metri. 74 centimetri sotto tale tomba, c’era invece una sepoltura doppia. Qui erano stati deposti, testa a testa, una bambina di circa 9 anni e un ragazzo di circa 14 anni. Accanto ai due morti c’erano due lance da tiro dalla lunghezza di 1,66 m (presso la ragazzina) e di 2,42 m (presso il ragazzo), entrambe ricavate dall’avorio di mammut. La lancia più lunga aveva un peso di oltre 20 chili. Presso la bambina c’erano inoltre otto lance corte e due pugnali, mentre accanto al ragazzo furono trovati tre lance corte e un pugnale. A completare il corredo funerario erano dei dischi di avorio somiglianti a piccole ruote a raggi che, originariamente, dovevano essere stati infilati sulle punte di lance di legno non più esistenti. Il ragazzo possedeva uno di questi dischi, la bambina alcuni. L’abbigliamento del ragazzo era poi ornato da ben 4.903 perle d’avorio cucite agli abiti. Il giovane defunto portava anche un copricapo impreziosito da perle e denti di volpe, una cintura con 250 denti di volpe polare e un pendente dalla forma equina. Sul petto aveva una fibbia d‘avorio che originariamente teneva chiuso l’abito. Alla sua sinistra giaceva un robusto femore umano riempito di polvere d’ematite (ocra), Sunghir 4 . Questo femore, secondo le analisi più recenti, apparteneva a un Homo sapiens e non, come si credeva in passato, a un uomo di Neanderthal. Sugli abiti della bambina erano cucite originariamente 5.274 perle d’avorio. Anche lei portava un copricapo ornato di perle ma senza denti di volpe, e aveva una fibbia d’avorio. Accanto alle lance e ai dischi a raggiera, accanto alla ragazzina c’erano anche due corna forate. Entrambi i ragazzi portavano bracciali d’avorio. Una curiosità a margine: esperimenti hanno dimostrato che la fabbricazione di una perla richiedeva più di un’ora di lavoro. Da questo punto di vista, le sepolture die due ragazzi si presentavano ancor più elaborate di quella dell’uomo. Tra le sepolture 1 und 2 si trovò un frammento di femore che probabilmente apparteneva a una giovane donna, Sunghir 7. I resti di un altro individuo– Sunghir 8 – appartenevano a una giovane donna di età fra i 16 e i 17 anni.

Sungir

Sungir, sepolture. La sepoltura doppia, in basso, presenta una grande somiglianza con la doppia statuetta di Gagarino.

 

sungir

Sungir 3: pendente a forma di cavallo, d’avorio.

Vedi articolo: A Sunghir le tombe più fastose dei cacciatori dell’Era glaciale

A Sunghir le tombe più fastose dei cacciatori dell'Era glaciale

A Sunghir le tombe più fastose dei cacciatori dell’Era glaciale

 

Un eccezionale corredo funerario di Homo Sapiens     Sunghir. Qui vivevano, 30.000 – 27.000 anni fa, i cacciatori dell’Era glaciale. Datazioni impressionanti. Un universo a noi estraneo e perduto in cui individui della specie Homo sapiens si muovevano liberi da un luogo all’altro, signori della natura che li circondava e, allo stesso tempo, parte di essa. In questo giacimento paleolitico russo si sono conservate delle sepolture di Homo sapiens dal valore eccezionale. Testimonianze del livello culturale raggiunto dalle genti di Sungir in un’epoca in cui la terra era stretta nella morsa dei ghiacci. […]

 

http://soilinst.msu.ru/~ladygin/sungir/findings/index.php

http://donsmaps.com/sungaea.html

http://www.plosone.org/article/info%3Adoi%2F10.1371%2Fjournal.pone.0076896

http://archaeology.about.com/od/sterms/g/sungir.htm

Buran-Kaya III (Crimea) 31.900+240/-220 anni fa.

Homo sapiens – frammenti di osso.Nel 2011 è stata pubblicata la datazione di un osso di Homo sapiens che risale a 31.900+240/-220 anni fa.

http://www.plosone.org/article/info:doi/10.1371/journal.pone.002083

https://journals.uair.arizona.edu/index.php/radiocarbon/article/view/16379

http://www.archeolog-home.com/pages/content/buran-kaya-cave-ukraine-early-human-fossils-unearthed.html