Maddalena di Betania, la sacerdotessa

 

 

Qual era il rapporto fra Gesù e Maria Maddalena? La sacerdotessa che fu poi tacciata di prostituta dalla Chiesa Cattolica? È vero che questa donna un giorno lasciò la Palestina e raggiunse la Francia del sud? Sicuramente Maddalena di Betania fu un’ebrea di famiglia ragguardevole, se pensiamo all’olio di nardo con cui unse Gesù, un unguento molto costoso. Secondo alcuni scritti extrabiblici apparteneva alla stirpe di Benjamin e fu una discepola di Gesù.
Sappiamo infatti che non soltanto uomini ma anche molte donne erano al suo seguito. Maddalena, però, deve essere stata una persona speciale. Gli Apocrifi dicono che Gesù la chiamò “l’apostolo degli apostoli” e “la donna che conosce il tutto”. Il misogino Pietro la odiava, perché vedeva in lei una rivale in seno al gruppo di Gesù.

Maria Maddalena di Giovanni Bellini. 1490

Maria Maddalena di Giovanni Bellini. 1490a

Nello scritto gnostico “Pistis Sophia”, Maddalena afferma:

“Pietro m’inquieta. Ho paura di lui, perché odia il sesso femminile.”

In quanto donna, Maddalena di Betania era per gli gnostici anche l’incarnazione di Sophia, lo spirito femminile della sapienza. Non dobbiamo, iinfatti, confondere la dottrina protocristiana con quella più tarda propagata dai Vangeli canonici. Questi ultimi seguono un pensiero religioso di stampo paolino e impregnato d’ellenismo, che ha ben poco a che fare con l’insegnamento originario di Gesù, un ebreo nato in Palestina.
I due gruppi religioso-politici di Giovanni Battista e Gesù praticavano due dottrine differenti, perlomeno in certi punti. Il fatto che i successori di Giovanni e Gesù siano stati, rispettivamente, Simon Mago e Giacomo fratello di Gesù i quali portarono avanti due linee dottrinarie completamente divergenti che finirono per sfociare l’una nello gnosticismo e l’altra nel protocristianesimo, suggerisce che le due sette di Giovanni e Gesù fossero addirittura rivali. I discepoli di Giovanni odiavano il personaggio di Gesù e l’accusavano di aver stravolto la dottrina del loro maestro.

La donna dell’olio di nardo unse il capo di un re

Ma torniamo a Maddalena di Betania. Dove si colloca esattamente il suo personaggio? Non vi era posto per la donna dell’olio di nardo presso i rigorosi compagni di Giacomo e di Pietro. La tendenza misogina della loro dottrina non poteva soddisfare le esigenze di questa discepola lungimirante, “la donna che conosceva il tutto”.
Maddalena si unì invece alla setta di Simon Mago e di sua moglie Elena. Fedele alle figure delle divinità femminili che l’avevano preceduta, l’apostolo degli apostoli seguì la dottrina gnostica. E, dopo aver fatto un’ultima apparizione davanti alla tomba di Gesù, scomparve dai Vangeli canonici per continuare a vivere unicamente negli scritti apocrifi.

Questi autori non la persero di vista. Alcuni di essi – come il vescovo genovese Jacopo da Voragine – immaginarono la fuga di Maddalena dalla Palestina in una barca senza remi, in compagnia di Lazzaro e altre donne. La leggenda narra che l’ex discepola di Gesù e di Simon Mago navigò verso la Francia meridionale. Diverse sono le mete che appaiono nelle differenti versioni della leggenda. Giunse a Marsiglia o forse nella Camargue, a Saintes-Maries-de-la-Mer. Si disse che abbia trascorso gli ultimi anni della sua vita in eremitaggio, in una grotta dei Pirenei. Ed ecco che ci ritroviamo al confine con la Spagna, nel territorio del Graal.

Pietà di Tiziano. Dettaglio: Maria Maddalena.

Pietà di Tiziano. Dettaglio: Maria Maddalena.

La Chiesa Cattolica, invece, rifiutò l’immagine forte ed autorevole di Maddalena sacerdotessa gnostica. Morto Gesù, dell’ex discepola fu fatta una prostituta. In atteggiamento sottomesso e conscio delle proprie mancanze, nella vergogna più profonda, ci viene presentata la scena dell’unzione di Maddalena che asciuga poi con la propria chioma i piedi di Gesù.
In origine si trattava di un rito ben differente e molto più importante. Il gesto praticato da Maddalena faceva parte di un antica cerimonia ed era degno di una sacerdotessa, perché rappresentava l’unzione sacra di un re. Nei Vangeli canonici fu trasformato in un’ammissione tacita di pentimento e, per mano dei Padri della Chiesa, divenne un’ammissione di vergogna.
Eppure da antichi testi egizi risalenti al Nuovo Regno sappiamo che nella Terra dei faraoni veniva praticata l’unzione sacra dei re. Mi riferisco qui alle tavolette scoperte nella località di Tell-el-Amarna e risalenti al 1500 a.C. Una di esse contiene una missiva del re siriano Addu Nirari al faraone egizio Amenophis IV, che recita:

“Ricorda il giorno in cui Manahbiria, re dell’Egitto e tuo nonno, innalzò mio nonno Taku a sovrano di Nuhassche versandogli dell’olio sul capo”
(“Die Tafeln von Tell-el-Amarna“, J. A. Knudtzon)

Questo gesto faceva parte di tutta una cerimonia d’intronizzazione. Lo storico francese Marc Bloch scrive a tale proposito:

“La cerimonia d’intronizzazione si svolge in modo simile: prima il lavaggio e l’unzione, poi la consegna delle insegne regali al successore al trono.”
(« Les rois thaumaturges », Marc Bloch)

L’egittologo tedesco Hans Bonnet afferma che anche gli alti funzionari di Stato venivano sottoposti a tale cerimonia.
La pratica dell’unzione sacra fu assunta in seguito dai re-sacerdoti israeliti. E quindi, molto più tardi, venne accolta nelle tradizioni degli antichi re germanici. Fu attraverso questo percorso che il rituale giunse sino ai monarchi francesi e inglesi del Medioevo, confermando quella sacralità regale di discendenza – e non d’elezione – che in Francia perdurò, se pure scemata dell’importanza originaria, addirittura sino al XVIII secolo.
Vediamo dunque che il gesto di Maddalena di Betania deve essere letto in questo modo. Ma non soltanto l’episodio dell’unzione di Gesù fu trascritto erroneamente o interpretato in modo falso dagli evangelisti dei canonici, bensì anche l’attributo ebraico di “Miriam”.

Miriam: sacerdotessa

Il termine fu tradotto in latino con il nome proprio “Maria” , perpetrando così quell’errore che spogliò definitivamente la Maddalena della sua autorità. In realtà però Maddalena di Betania , ci dice l’apocrifo di Filippo, portava il titolo di Miriam che stava a definire la funzione di sacerdotessa:

“C’erano tre donne che camminavano sempre a fianco di Gesù: Maria sua madre e la sorella e la Maddalena, che era detta anche sua compagna. Sua sorella e sua madre e la sua compagna, tutte erano Miriam.”

Tutte e tre queste donne erano Miriam, tutte e tre erano delle sacerdotesse.
Dopo la morte di Giovanni e di Gesù, non vi era più posto per Maddalena di Betania al fianco del rigido successore Giacomo , del misogino Pietro e di tutti gli altri apostoli della comunità protocristiana di Gerusalemme. Ed ecco che entra in gioco la leggenda di Jacopo da Voragine. Proprio in questa chiave si dovrebbe interpretare il racconto che vede Maddalena abbandonare la Palestina e fuggire nella Francia meridionale insieme con Marta, Lazzaro e Maria.

Una leggenda che però è priva di connotati storici, perché vide la luce molto più tardi, soltanto nel XV secolo, dopo che nel 1448 fu pubblicizzato in Europa il ritrovamento delle sue reliquie e di quelle di Maria Salomé. E, come ben sappiamo, le scoperte di reliquie che si susseguirono a migliaia dal Medioevo in poi, erano un ottimo metodo per far soldi ma non devono essere prese troppo sul serio. Altrimenti tutti questi santi avrebbero tante braccia quante la dea Kali, per non parlare poi di teste e altre parti del corpo.
Facciamo un passo indietro e torniamo in Terrasanta. Mentre il gonfalone di Paolo sventolava alto nel Medio Oriente e si apprestava a conquistare passo dopo passo anche il mondo romano, gli insegnamenti più antichi impallidivano, cadevano nella dimenticanza. Qualche setta, come quella dei giovanniti, riuscì a sopravvivere alle propagande e alle persecuzioni e portò avanti il pensiero dei predecessori. Un pensiero che, un giorno, avrebbe raggiunto l’Occidente e si sarebbe diffuso come corrente segreta. La domanda è: chi erano questi giovanniti? Quale dottrina praticavano? Perché odiavano Gesù?

Per illuminare i diversi aspetti del Gesù storico, ho scritto questo saggio:

 

 

Per approfondire il tema, vedi il mio saggio „L’Eresia Templare“ incentrato sulla storia del Tempio e l’eresia giovannita

 

 

e il saggio „Il Serpente Rosso“ che tratta l’eresia giovannita e i suoi collegamenti con le società segrete.