La notte degli spiriti

 

 

Halloween: la notte fra il 31 ottobre e il 1º novembre. Oggi il nero è d’obbligo. Si balla, si beve e si mangia. A volte fin troppo. Zucche e streghe dappertutto. Sembra un preludio al Carnevale. È made in USA. In origine, però, non era così. Il nome inglese deriva dalla contrazione di All Hallows’ Eve (XVI secolo) che significa Festa di tutti i Santi. Santi e streghe? Ma si tratta poi davvero di un prodotto d’Oltreoceano? O piuttosto di una tradizione celtica esportata negli USA? E se le origini di questa festa risalissero invece all’antica Roma?

 Sulle origini di Halloween regna una certa confusione. Come in tutti i casi di antiche tradizioni pagane tramandate oralmente, non è possibile dire con sicurezza come siano andate le cose. Tuttavia degli eventi storici documentati di epoca romana collegano la festa dei santi a un monumento importante: il pantheon, edificato nella Capitale nel 119-125 d. C., durante il regno dell’imperatore Adriano. Circa 500 anni dopo, in seguito alla vittoria del cristianesimo, questo tempio fu consacrato e divenne chiesa. I festeggiamenti in occasione della cerimonia che ebbe luogo il 13 maggio del 609, si celebrarono in onore di tutti i santi, laddove quei santi ancora imbevuti di paganesimo altro non erano che il riflesso delle divinità precristiane di casa nel tempio della Roma imperiale. Il termine stesso pantheon deriva dal greco antico, ed è formato da due parole: pan = tutto e theos = dio. Si trattava quindi di un tempio romano dedicato a tutti gli dèi.

 Il pantheon che, almeno fino al 1700, vantava la cupola più grande del mondo, era stato costruito sul Campo di Marte. Non sappiamo esattamente quante e quali fossero le divinità venerate in questo edificio sacro, di certo erano presenti le statue di Marte e Venere. L’architetto romano Agrippa aveva fatto costruire nel centro della gigantesca cupola un’apertura, il cosiddetto opaion, da cui era possibile seguire il movimento degli astri nella notte e il corso del sole durante la giornata. Questo dettaglio, insieme con le sette nicchie interiori che di certo ospitavano delle statue degli dèi, fa pensare al pantheon come a un tempio dedicato alle divinità delle stelle e dei pianeti.

Foto storica . Halloween in Danimarca nel secolo scorso. Dominio pubblico.

Foto storica . Halloween nel secolo scorso. Dominio pubblico.

 Poi, a partire dal 13 maggio 609, l’edificio divenne una chiesa consacrata alla Vergine Maria. Papa Gregorio III spostò la data originaria della festività di Ognissanti dal 13 maggio al 1º novembre. Più tardi il pontefice Gregorio IV la confermò. E la Chiesa irlandese, dominata dalla tradizione dei monaci culdei che praticavano un cristianesimo permeato di elementi pagani, inserì nel suo calendario la festività romana, che giunse così in Irlanda cristianizzando… un’antica festa celtica preesistente. Nel calendario dei Celti, infatti, la festa di Ognissanti esisteva già. Si chiamava Samhain ed era uno degli eventi religiosi più importanti dell’anno insieme con altre festività che segnavano delle date particolari nel ciclo continuo di morte e rinascita della natura.

Come i Celti festeggiavano Halloween

 Anche in occasione di questa festa, così come negli altri momenti importanti del loro calendario, i Celti si sentivano vicini all’aldilà. In particolare agli spiriti che popolavano l’universo impalpabile e invisibile dell’altro mondo, come gli abitanti dei sid, i colli degli elfi. Durante il giorno di Samhain (1º novembre), queste alture aprivano le loro porte invisibili e lasciavano uscire i folletti. Era dunque sconsigliato agli abitanti dei villaggi andar fuori di casa in quella giornata obsoleta, per evitare brutti incontri. Evidentemente questi elfi non dovevano essere molto carini.

 Poi c’era lo spaventoso dio dei morti Crom Cruách, il cui nome significava Testa insanguinata, che rivestiva un ruolo particolarmente importante nella festa di Samhain ed esigeva una vittima sacrificale. Rendendogli omaggio, i Celti pensavano di poter acquietare lui e le altre divinità della terra, affinché queste rendessero fertili i campi nell’anno seguente (vedi: H. Birkhan: “Kelten. Versuch einer Gesamtdarstellung ihrer Kultur”, pag. 508). Il rito di Crom Crúach suggerisce, quindi, l’esistenza di un idolo della testa insanguinata. Un’immagine terribile e abbastanza inquietante. Del resto è ormai accertato che i Celti, come tante altre culture dell’antichità, abbiano praticato sacrifici umani.

 A partire dall’VIII secolo a. C., nella città irlandese di Tara, si celebrava nel giorno di Samhain la Festa di Tara, ricorrenza importantissima del calendario irlandese. Sul colle Hill of Ward, presso Athboy, veniva acceso il fuoco di Samhain in cui si bruciavano ossa di animali macellati per simboleggiare il momento dell’anno in cui gli animali tornavano nelle stalle. Travestimento e divinazione erano due elementi ricorrenti durante tale festività.

 Questi riti pagani erano così radicati nelle popolazioni di matrice celtica, che nell’VIII secolo dopo Cristo la Chiesa si vedeva ancora costretta a combattere aspramente per poterli eliminare del tutto. Appare quindi evidente che, con lo spostamento della festività di Ognissanti dal 13 maggio al 1º novembre, la Chiesa avesse fatto un ulteriore passo avanti in questo senso, tentando di inserire la ricorrenza pagana di Samhain in un contesto cristiano e tramutando le antiche divinità ancestrali in santi.

Un disegno antico da un libro inglese su Halloween. Dominio pubblico.

Illustrazione antica da un libro inglese su Halloween. Dominio pubblico.

 Con i morti, invece, la celtica Samhain sembra aver avuto poco o nulla a che fare. Gli elfi erano spiriti della natura, non anime di persone morte. Il tema dei defunti, secondo lo storico inglese Ronald Hutton, sarebbe stato collegato alla celebrazione di Samhain soltanto in un secondo tempo, si potrebbe dire a partire dal tardo Medioevo, dapprima in ambiente inglese e irlandese. Vale a dire quando i poveri, in occasione della festa di Ognissanti, andavano di casa in casa a chiedere l’elemosina in cambio di preghiere per i defunti che avrebbero poi recitato il 2 novembre. Da qui anche l’usanza dei bambini di andare di porta in porta la sera del 31 ottobre a raccogliere dolci oppure qualche soldino, pronunciando la formula: dolcetto o scherzetto.

 Né i diversi tentativi di cristianizzazione né lo scorrere del tempo, riuscirono a emendare la festa di Halloween dagli orpelli magici del paganesimo. Nel XIX secolo, il pastore protestante John Wilson si lamentava nella sua opera Rural Cyclopedia che Halloween fosse una delle festività più importanti soprattutto presso gli abitanti delle campagne inglesi e scozzesi, i quali la celebravano in modo lascivo con “riti superstiziosi, pagani e alquanto riprovevoli che andavano contro il sano buonsenso, i buoni costumi e la religione cristiana.“

Halloween negli USA: dalle stelle alle stalle

 Dalle Isole Britanniche e dall’Irlanda, Halloween raggiunse poi gli Stati Uniti d’America. Gli immigrati Irlandesi portarono negli USA la tradizione della rapa intagliata (con i buchi degli occhi e della bocca) che divenne poi una zucca per motivi di praticità e deriva dalla strana leggenda del delinquente Jack Oldfield. Questi era riuscito a catturare il diavolo servendosi di un inganno. Si disse disposto a lasciarlo libero solo a condizione che il diavolo non venisse più a disturbare le sue malvagie azioni. E così fu. Quando Jack morì, non poté però entrare nel paradiso a causa delle cattiverie che aveva commesso in vita e nemmeno il diavolo, ancora adirato per l’inganno subito, lo voleva nell’inferno. Quindi il delinquente fu destinato a vagare per sempre, come un’anima in pena, nel buio della notte. Il diavolo ebbe pietà di lui. Gli regalò una zucca e un carbone ardente, così Jack poteva almeno farsi luce nell’oscurità.

 Questa fu l’origine irlandese della zucca illuminata di Halloween, che andò a rischiarare, nella notte fra il 31 ottobre e il 1º novembre, le soglie delle case americane. Non per niente in USA la zucca è chiamata Jack O’Lantern. Oggi è intesa come un metodo per allontanare dagli edifici gli spiriti cattivi che vanno in giro la notte di Halloween.

 Come per un buffo scherzo del destino, durante gli anni Novanta del secolo scorso, dall’America la festa di Halloween tornò in quei Paesi europei che avevano dimenticato l’antica Samhain dei padri in seguito al processo di cristianizzazione. Prima meta fu la Francia. Halloween conquistò la Bretagna mostrandosi al pubblico continentale nel suo aspetto più allegro, diventando una specie di Carnevale di fine anno in cui prevalgono il travestimento giocoso, le zucche illuminate e le frivole riunioni di amici. Tuttavia nella celebrazione bretone ancora si poteva intuire un residuo di tradizione pagana rivisitata.

 Invece grazie agli USA, che hanno il talento perverso di commercializzare tutto quello che esiste sulla faccia della terra, oggi Halloween ha perduto del tutto la spiritualità originaria e si è trasformata in una mascherata priva di contenuto. Purtroppo è così. Se tutto quello che toccava re Mida diventava oro puro, qualsiasi cosa tocchino i media americani diventa una volgare banalità. Tant’è vero che la recente catastrofe umanitaria dell’epidemia di ebola ha suggerito agli USA un nuovo costume di Halloween, quello della sexy infermiera per i malati di ebola. Un’idea nata in un online shop californiano. L’apice del cattivo gusto e della superficialità. È proprio il caso di dirlo: peggio di così, si muore.