Sparito con la flotta dell’Ordine e mai più trovato

 

 

L’archivio scomparso dei Templari è sempre stato ed è tutt’oggi tema di discussioni. Sull’isola di Cipro, che fu l’ultima sede templare i cui beni passarono poi nelle mani degli Ospedalieri di San Giovanni, non fu mai ritrovato. Ed è da escludersi, come osserva lo storico inglese Malcom Barber, che i Templari stessi l’abbiano distrutto. Anche il tesoro dell’Ordine sparì per sempre.
Dopo la spettacolare manovra di arresto simultaneo di tutti i monaci-guerrieri di Francia che ebbe luogo il 13 ottobre del 1307, archivio e tesoro sparirono. Lo stesso vale per la flotta templare di stanza a La Rochelle, che da un giorno all’altro si dileguò con sommo dispiacere di re Filippo il Bello.
Quando parliamo del tesoro del Tempio, non dobbiamo però pensare soltanto a uno o più depositi di oro e preziosi, ma anche a un patrimonio culturale e religioso di scritti antichi, documenti importanti, reliquie e altri oggetti simbolici che facevano parte della tradizione dell’Ordine. È evidente che, nonostante gli arresti siano avvenuti di sorpresa, alcuni dignitari furono ugualmente informati sulla catastrofe imminente ed ebbero tutto il tempo di pianificare il salvataggio dell’archivio e del tesoro. Non si tratta di una supposizione.

Disegno del 1843. Una delle case templari più ben conservate.

Magione templare di Douai, Francia del nord. Disegno del 1843. Una delle case templari più ben conservate.

Sappiamo con certezza che diversi Templari fuggirono all’estero. Una lista con i nomi dei fuggitivi fu scoperta nella corrispondenza intercorsa tra papa Clemente V e re Filippo il Bello e viene oggi conservata alla Biblioteca Nazionale di Parigi. Alle informazioni fornite dalla lista, corrisponde inoltre la deposizione processuale del templare Jean de Châlons della magione di Nemours (Archivio Vaticano):

“Fratello Jean de Châlons (N.d.A.: qui ci si riferisce a Châlons- en- Champagne), templare stazionato nella magione di Nemours nella diocesi di Troyes, sergente (…) Egli asserisce che alcuni dignitari dell’Ordine, i quali sospettavano l’arresto, sono fuggiti e di essersi egli stesso opposto al fratello Gérard de Villiers con cinquanta cavalieri; e di aver udito che de Villiers è salpato in mare con diciotto navi; e che fratello Hugues de Châlons (N.d.A.: qui ci si riferisce a Châlons- sur- Saone) è fuggito con tutto il tesoro di Hugues de Pairaud.”

Probabilmente un nucleo dell’Ordine custode della tradizione – mi riferisco qui alla cerchia eretica che tramava contro la Corona – non ha mai abbandonato la Francia, che era il centro spirituale della rete templare. Verosimilmente il gruppo si è tenuto al coperto per un certo periodo, pronto a continuare la sua attività una volta passata la tempesta, sotto altro nome. Questa è una prassi tipica delle società segrete.

Templari: l’archivio fu nascosto nei Pirenei?

È probabile, quindi, che nemmeno l’archivio abbia abbandonato il suolo francese. Deve essere stato nascosto in luogo sicuro. E quale luogo potrebbe essere più sicuro di un territorio di confine tra la Francia e la Spagna, una regione che nel corso dei secoli XII e XIII appartenne ai sovrani spagnoli?
Il Meridione, la terra dei nobili ribelli che non si consideravano francesi vassalli del re, ma signori d’Occitania. La regione in cui si parlava un’altra lingua e che era aperta all’eresia, quella che da sempre era pronta ad insorgere a tutela della propria indipendenza contro la Corona di Francia. Il Midi.

Cappella templare della commenda di Mas Déu, Roussillon.

Cappella templare della commenda di Mas Déu, Roussillon. Foto di Sabina Marineo, 2004.

 

Nel Meridione i Templari approfittavano di una situazione particolare. Il raggio d’azione dei monaci guerrieri aveva raggiunto molto presto la Spagna. Nonostante il maggior numero di commende templari si trovasse senz’altro in Francia, il contingente militare dell’Ordine del Tempio era situato, a prescindere dall’Oltremare, proprio nella Penisola Iberica, dove i monaci guerrieri combattevano al fianco dei re spagnoli per la Riconquista della Penisola, impegnati a scacciare il nemico musulmano. Di conseguenza l’Ordine fu in Spagna molto popolare e influente sino al suo scioglimento. Tant’è vero che dopo la caduta dell’Ordine del Tempio si istituirono in Spagna l’Ordine di Montesa e l’Ordine di Calatrava allo scopo di accogliere nelle loro file i Templari sopravvissuti alla catastrofe e di salvare almeno una parte dei beni del Tempio che altrimenti sarebbero finiti completamente nelle mani degli Ospedalieri di San Giovanni.

Dunque i Templari della Penisola Iberica erano più indipendenti dei loro fratelli che si trovavano sotto il diretto influsso del re francese, e potevano svolgere una volta di più la loro azione politico-diplomatica indipendentemente dalla linea imposta da Filippo il Bello. Politica che fin troppo spesso si dimostrò autonoma e talvolta addirittura contraria agli interessi del Papa. In questo quadro, il Midi non era altro che un’appendice della Spagna.
Affermandosi come potenza fine a se stessa, sviluppandosi nel corso dei secoli come uno Stato nello Stato che seguiva in prima linea i propri interessi e soltanto dopo quelli della Chiesa, il Tempio scelse una via difficile che lo portò a diventare fenomeno unico nella storia europea ma che inevitabilmente lo condusse alla rovina e allo scioglimento. Il ricercatore Simon Jean scrive:

“Si può pensare a rigor di logica – come afferma Demurger – che sia le commende che i centri portuali della Provenza, territorio che fino al 1258 faceva parte dei dominii aragonesi, fossero il risultato di un’iniziativa templare ben calcolata. Ciò significa che se il noto detto: “L’Ordine si sviluppò nella Linguadoca” corrisponde alla realtà, è anche vero che la spinta iniziale provenne dalle marche spagnole e che prima dell’anno 1240 le case templari occitane dipendevano dalla commenda catalana di Monzon”

Questa situazione particolare del Midi e quindi della Provenza, che presentava per l’Ordine diversi vantaggi non trascurabili, deve assolutamente essere tenuta in considerazione per capire non solo la storia del Tempio in generale, ma anche la sua espansione e la sua influenza in quelle zone di confine.

Eretici della Provenza

Sappiamo che proprio tali territori furono la culla dell’eresia catara. Una corrente di pensiero estremamente pericolosa per la Chiesa Cattolica che di certo influenzò molti Templari della Provenza, alcuni dei quali erano sicuramente imparentati con dei Catari. E non solo questo. La Valle dell’Aude fu il centro della corrente segreta d’Arcadia, quella del Priorato di Sion. È proprio lì che si trova la località di Les Pontils, in cui un tempo si ergeva il sarcofago dipinto dal pittore Nicolas Poussin con l’iscrizione “Et in Arcadia ego”.

La commenda templare di Mas Déu era, insieme a quella di Perpignan, la più importante del Roussillon. Foto di Sabina Marineo, 2004.

La commenda templare di Mas Déu era, insieme a quella di Perpignan, la più importante del Roussillon. Foto di Sabina Marineo, 2004.

In questa regione vennero alla luce diversi depositi di preziosi nel corso dei secoli. Esistono notizie riportate dagli abitanti, articoli pubblicati nelle gazzette locali. Il primo tesoro di cui si abbia notizia fu scoperto già nel 1661, non lontano da Rennes-le-Château. Ne parla il giornalista-poeta Jean Loret. Non bisogna poi dimenticare la vicenda del parroco Bérengere Saunière, a cavallo tra Ottocento e Novecento, anch’essa incentrata sul ritrovamento di un tesoro.
La presenza dell’Ordine del Tempio nel Midi non va, quindi, sottovalutata. Le commende templari c’erano, ed erano numerose. Alcune, come quelle di Mas Déu e Perpignan, rivestivano ruoli di primo piano.
Dove non c’erano commende, si estendevano territori che appartenevano all’Ordine del Tempio oppure a famiglie nobili che erano strettamene legate all’Ordine, come quella degli Aniort di Rennes-le-Château. Dunque è possibile che il deposito dei Templari eretici fuggiti alla persecuzione sia stato nascosto nella Provenza, l’Arcadia francese culla dell’eresia e dei trovatori, il luogo in cui Wolfram von Eschenbach immaginava il castello del Graal.

Sul tema dei Templari nella Valle dell’Aude ho svolto una ricerca approfondita i cui risultati ho riportato in un articolo dettagliato che puoi leggere nel sito di Academia.edu. Puoi anche scaricarlo come file PDF.

Per approfondire il tema, vedi il mio saggio L’Eresia Templare incentrato sull’Ordine del Tempio, la sua storia e l’eresia.

 

Per approfondire il tema del collegamento fra Ordine del Tempio, corrente d’Arcadia e Priorato di Sion, vedi il mio saggio Il Serpente Rosso.