Alle nostre spalle

 

 

Cos’è il TiSA? Un accordo supersegreto. Non bastava il TTIP. Ora i predoni del commercio internazionale lavorano al TiSA “Trade in Services Agreement” (Trattato internazionale di liberalizzazione dei servizi) cui partecipano USA, Unione Europea, Australia, Cile, Costarica, Islanda, Israele, Giappone, Canada, Columbia, Corea, Liechtenstein, Messico, Nuova Zelanda, Norvegia, Pakistan, Panama, Paraguay, Perù, Svizzera, Taiwan, Turchia (esclusi sono invece gli Stati BRICS).

Il TiSA mira alla privatizzazione assoluta. E non solo questo. Per renderci conto della pericolosità della convenzione e quindi delle relative trattative in corso, dobbiamo pensare che i testi di questi documenti top secret sono destinati a rimanere segreti non soltanto adesso, ma anche più tardi, vale a dire per ben cinque anni dopo l’entrata in vigore del contratto stesso.

Che cosa si vuole tenere nascosto? Perché l’accordo deve rimanere segreto? La risposta è semplice. Perché la convenzione intende privatizzare nel modo più rigoroso possibile i servizi dei cittadini come la sanità, i trasporti, l’istruzione e, ovviamente, le banche. E da chi giunge la proposta TiSA? Naturalmente dalle stesse grandi multinazionali che lavorano da tempo, instancabilmente, per propinarci al più presto l’entrata in vigore del TTIP.

Ma se il TTIP puntava in primis sulla liberalizzazione dei prodotti di commercio made in USA in tutta Europa, il TiSA punta invece direttamente e senza troppi preamboli sui servizi per il bene pubblico. Anche questa volta il promotore più aggressivo del TiSA giunge dagli Stati Uniti ed è la CSI “Coalition of Services Industries”, potentissima lobby per la quale le leggi di mercato sono molto più importanti di quelle dei singoli Stati.

E sempre loro dietro le quinte

Andiamo allora a vedere chi è il presidente di questa CSI e leggiamo un nome che non appare di solito sui giornali o in altri media: Peter Allgeier. Un signore che si presenta come “Rockefeller Fellow at Harvard Divinity School“. Ma guarda un po’. Come per incanto, spunta il solito nome dalla “R” ridondante. Il che significa che Peter Allgeier è uscito da un think tank dell’officina Rockefeller, pronto a occupare una poltrona influente. Ed evidentemente di strada ne ha fatta.

Andiamo a vedere adesso chi sono i membri del CSI e subito ci saltano agli occhi dei nomi celebri: JP Morgan Chase, 21st Century Fox, Mastercard, Microsoft, Citigroup, eBay Inc., Visa International, Walmart, IBM, HP, Google, Fedex, Ups, The Walt Disney Company e altri a noi meno noti, ma di certo altrettanto importanti negli Stati Uniti. Ricordate chi era J. P. Morgan? Il compagno di merende di Rothschild e Rockefeller, uno dei cervelli che progettò la fondazione del FED. JP Morgan Chase è la sua banca.

Torniamo al TiSA. Scriveva il 19 giugno la giornalista Stefania Maurizi su L’Espresso:

„Pare difficile credere che, nonostante la crisi senza precedenti che ha travolto l’intera economia mondiale distruggendo imprese, cancellando milioni di posti di lavoro e, purtroppo, anche tante vite umane, le nuove regole finanziarie mondiali vengano decise in totale segretezza. Ma una spiegazione c’è: Tisa è l’eredità del “Doha Round”, la serie di negoziati iniziati a Doha, Qatar, nel 2001, e condotti all’interno dell’Organizzazione mondiale del commercio (Wto), per la globalizzazione e la liberalizzazione dell’economia, che ha scatenato proteste massicce in tutto il mondo e che è fallito nel 2011, dopo dieci anni di trattative che hanno visto contrapposti il mondo sviluppato, Stati Uniti, Giappone, Unione Europea, e quello in via di sviluppo, India, Cina, America Latina.”

 Evidentemente dopo il fallimento del “Doha Round” i grandi predoni del WTO hanno ben pensato di riprendere i loro negoziati questa volta in completa segretezza, del tutto indisturbati. È quindi essenziale fare esattamente il contrario: divulgare il più possibile le notizie riguardanti TiSA, TTIP e tutti i negoziati segreti di questi Signori del pianeta. Prima che sia troppo tardi.

In giugno era trapelato, grazie a Wikileaks, l’articolo 11 del testo TiSA da cui si veniva a sapere che l’Europa trattava con gli USA la cessione della sovranità sui dati finanziari europei. Da ulteriori informazioni fuoriuscite negli ultimi giorni, è emerso che il TiSA permette agli imprenditori di qualsiasi settore di servizi di operare in tutti i Paesi che abbiano firmato l’accordo.

Si delinea, quindi, il seguente scenario. Le multinazionali internet come Google e Facebook sono pronte a usare le informazioni tratte dai nostri dati personali per il loro business, in barba a qualsiasi diritto di privacy. Le banche, dopo essere uscite dalla crisi a spese dei cittadini e grazie alle tasse pagate da questi ultimi, intendono riprendere le loro speculazioni senza alcun ritegno. Inoltre, mentre i tycoons dei media si apprestano a scalzare dal mercato tutti i canali di libera informazione, le multinazionali come Veolia e Nestlé portano avanti le manovre di privatizzazione dell’acqua.

Ovviamente a porte chiuse

Tutto ciò viene concertato a porte chiuse, a nostra insaputa. Questi signori si incontrano in segreto, come dei ladri, come si fa per un complotto, all’ambasciata americana presso l’ONU di Ginevra, sin dal febbraio 2012. La sede più adatta, direi, visto che proprio lì si trova un centro di spionaggio della NSA e della CIA. Come scriveva la rivista Der Spiegel, in questo edificio vi sono antenne e agenti dei servizi segreti americani esperti di intercettazioni, un’unità speciale chiamata“Special Collection Service“. Anzi, il whisteblower Edward Snowden affermò che la SCS gestisce ben 80 stazioni di ascolto diffuse in tutto il globo.

Ebbene, durante tali sedute ginevrine si deliberano cose che noi non dobbiamo sapere e che, come ho detto più sopra, devono rimanere segrete anche per alcuni anni dopo l’entrata in vigore del TiSA. Il che significa che i governi di tutti questi Stati, così facendo, decidono ancor prima che il cittadino abbia il tempo d’intervenire con un rifiuto oppure anche solo di puntare l’indice contro chi ha compiuto il malaffare a sue spese.

Ma come possono chiamarsi “governi” delle istituzioni che operano contro i cittadini delle loro stesse nazioni, che sono pronte a darli in pasto agli squali delle multinazionali e delle banche?

Globalizzazione - La terza guerra - Verdechiaro Edizioni / Nexus Edizioni 2015 - Disponibile in cartaceo

Per approfondire il tema, vedi il mio saggio  „Globalizzazione – La terza guerra“

Per approfondire il tema dei pericoli della globalizzazione, vedi il mio saggio „Trappola globale“